L’Europa pubblica orientamenti sul ripristino della libera circolazione

La Commissione Europea, lo scorso 13 maggio, ha approvato due importanti comunicazioni dal titolo “Verso un approccio graduale e coordinato per il ripristino della libera circolazione e la revoca dei controlli alle frontiere interne” e “Covid-19: orientamenti relativi al ripristino graduale dei servizi di trasporto e della connettività”, di cui riportiamo le principali considerazioni.

Nel primo documento la Commissione ha posto in evidenza i seguenti aspetti:

– Le misure adottate dai governi per proteggere la salute delle persone nella lotta al coronavirus hanno generato gravi ripercussioni economiche e sociali, compreso il crollo della domanda dei prodotti e servizi che ha comportato il congelato di alcuni settori economici, basti pensare al settore turistico, nonché interruzioni nelle catene di approvvigionamento e nella libera circolazione transfrontaliera dei lavoratori e dei servizi;

– Gli Stati membri che pian piano riescono a contenere la diffusione del virus, dovrebbero sostituire i provvedimenti restrittivi e generalizzati alla libera circolazione da e verso gli altri Stati con misure più mirate. Dovrà considerarsi prioritario allentare le rimanenti restrizioni alla circolazione transfrontaliera nei settori chiave come la sanità, l’attività sociale e l’attività economica, fino al completo ripristino della libera circolazione;

– Gli Stati membri dovrebbero consentire ai lavoratori, in particolare a quelli del settore dei trasporti e ai lavoratori transfrontalieri, distaccati e stagionali, e ai prestatori di servizi di attraversare le frontiere e avere libero accesso al loro luogo di lavoro . Ciò dovrebbe applicarsi anche ai casi in cui tali lavoratori e prestatori di servizi si limitano a transitare attraverso uno Stato membro. Gli Stati membri dovrebbero inoltre comunicare ai datori di lavoro la necessità di prevedere un’adeguata protezione della salute e della sicurezza;

– La Commissione sta collaborando con Parlamento europeo e Consiglio per portare a termine quanto prima la revisione in corso delle norme sul coordinamento della sicurezza sociale (regolamenti (CE) n. 883/2004 e (CE) n. 987/2009), al fine di garantire ai lavoratori mobili interessati dalla crisi, in particolare dalla chiusura delle frontiere, di poter contare su un sistema di coordinamento della sicurezza sociale ben funzionante, con norme aggiornate che garantiscano ulteriormente i loro diritti;

– Durante la fase1, una volta raggiunta una fase sufficientemente bassa di trasmissione del virus, tutte le restrizioni dei viaggi ed i controlli alle frontiere dovrebbero essere gradualmente revocati in tutta l’Unione.

– Se ciò non fosse immediatamente possibile, le restrizioni dei viaggi e i controlli di frontiera dovrebbero essere eliminati nelle regioni, nelle zone e negli Stati membri le cui situazioni epidemiologiche evolvono positivamente e sono sufficientemente analoghe tra loro. Se la situazione epidemiologica presenta minori analogie, potrebbero essere applicate garanzie e misure aggiuntive e potrebbe essere disposto il monitoraggio;

– Qualora uno Stato membro decida di autorizzare i viaggi nel proprio territorio o in regioni e zone specifiche all’interno del suo territorio, dovrebbe farlo in modo non discriminatorio, consentendo i viaggi da tutte le regioni o tutti i paesi dell’UE aventi una situazione epidemiologica analoga.

– Qualora i singoli Stati non abbiano già deciso di revocare completamente i controlli alle frontiere interne, gli stessi potrebbero prendere misure per avviare il processo di revoca delle restrizioni, ad esempio sostituendo i controlli di frontiera sistematici con controlli di frontiera basati su una valutazione del rischio o con misure di polizia locali;

– La revoca delle restrizioni alla libera circolazione e dei controlli di frontiera richiederà, tra l’altro, uno stretto coordinamento tra gli Stati membri. Tutti gli Stati membri dovranno essere informati prima che si introduca qualsiasi nuova disposizione, e qualsiasi decisione restrittiva volta a porre restrizioni ai viaggi da o verso regioni specifiche di uno Stato membro; tali restrizioni dovranno fondarsi su dati oggettivi. Qualora uno Stato membro decida di revocare le proprie restrizioni dei viaggi da e verso un altro Stato membro, o regioni o zone di tale Stato membro, la revoca deve applicarsi senza discriminazioni a tutti i cittadini dell’UE e a tutti coloro che risiedono in tale Stato membro, indipendentemente dalla loro cittadinanza, e dovrebbe applicarsi a tutte le parti dell’Unione aventi una situazione epidemiologica analoga. La revoca dei controlli non dovrebbe essere limitata alla vicinanza geografica degli Stati membri limitrofi, ma dovrebbe basarsi su situazioni epidemiologiche comparabili e sull’attuazione di orientamenti sanitari nelle regioni, indipendentemente dalla loro prossimità. È opportuno agevolare il transito regolare sia per motivi professionali che per motivi personali.

– la fase 2 sarà caratterizzata dalla revoca generale di tutte le restrizioni e i controlli alle frontiere interne collegati al Covid-19; ovviamente quando la situazione epidemiologica nell’UE sarà sufficientemente positiva e convergente. Nel contempo, verranno mantenute le misure sanitarie necessarie (igiene personale, distanziamento interpersonale, ecc.) all’interno (di parti) dei territori degli Stati membri, e si continueranno a svolgere ampie campagne d’informazione.

Nel secondo documento (anch’esso scaricabile in allegato), sebbene verta molto sul trasporto persone, sono contenuti alcuni spunti riguardanti tutte le modalità di trasporto. Riportiamo le più significative:

– tutti i tipi di servizi di trasporto dovranno riprendere gradualmente in via prioritaria, subordinatamente all’applicazione effettiva di misure proporzionate ed efficaci tese a proteggere la salute dei lavoratori del settore dei trasporti e dei passeggeri. Tali misure devono essere in linea con i criteri, i principi e le raccomandazioni generali stabiliti nella tabella di marcia comune europea (in particolare per quanto riguarda la situazione epidemiologica) e le politiche in materia di controlli alle frontiere e di restrizioni della circolazione e di viaggio.

– le misure che potrebbero imporre restrizioni alle operazioni di trasporto, come pure le misure di protezione e prevenzione di carattere sanitario, devono limitarsi, per portata e durata, a quanto necessario per tutelare la salute pubblica. Esse devono essere proporzionate, adeguatamente motivate, trasparenti, pertinenti, adattate ai singoli modi di trasporto e non discriminatorie, e devono mantenere condizioni di parità nel mercato unico. Gli Stati membri dovranno garantire la conformità di tali misure alle norme in materia di aiuti di Stato e a tutti gli altri elementi del diritto dell’UE.

– è necessario adottare un approccio coordinato con i paesi confinanti con l’UE, ma anche con paesi più lontani (es i Balcani occidentali).

– dovranno essere individuate opzioni di mobilità sicure, anziché imporre misure generali di divieto che determinano la paralisi dei servizi di trasporto nella UE. Ad esempio potrebbero essere intensificate la pulizia e la disinfezione periodiche e provvedere a un’adeguata ventilazione dei nodi e dei veicoli di trasporto, anziché vietare completamente i servizi di trasporto interessati;

– il punto 18 si occupa poi, nello specifico del trasporto merci: Occorre continuare ad assicurare il trasporto di merci al fine di garantire la funzionalità delle catene di approvvigionamento. Come indicato nella tabella di marcia comune europea, nella fase di transizione occorre intensificare gli sforzi per mantenere un flusso ininterrotto di merci e proteggere le catene di approvvigionamento. Partendo dall’attuale limite massimo di 15 minuti per attraversare i valichi di frontiera di tipo “corsia verde”, i controlli effettuati devono essere gradualmente allentati in modo coordinato, utilizzando i canali di coordinamento stabiliti (come i punti di contatto nazionali per i trasporti nel quadro del Covid-19) e i dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi (IPCR), affinché tutti i veicoli adibiti al trasporto merci e tutti i beni possano attraversare le frontiere interne come nella fase pre epidemia

– con l’aumento del traffico, merita particolare attenzione il ruolo dei nodi multimodali, come i porti o i terminali per container, nel sostenere le corsie verdi. Al fine di garantire il funzionamento delle catene di approvvigionamento occorre utilizzare al meglio tutti i modi di trasporto, comprese le vie navigabili interne e il trasporto ferroviario di merci. Occorre garantire la libera circolazione, senza ostacolare i lavoratori del settore dei trasporti e, in tale ottica, dovrà essere valutata la possibilità di istituire corsie preferenziali presso i nodi di trasporto. Durante la transizione graduale e in funzione delle raccomandazioni delle autorità sanitarie pubbliche, i controlli sanitari dovranno essere ridotti gradualmente, le quarantene sistematiche (vale a dire quelle imposte indipendentemente dai sintomi presentati o dai risultati dei test) dovranno essere revocate, i convogli dovranno essere aboliti, i divieti di circolazione potrebbero essere reintrodotti se la fluidità del traffico lo consente e, dopo la fine di maggio 2020, le ulteriori deroghe ai tempi di guida e di riposo dovranno diventare più armonizzate e limitarsi a quanto strettamente necessario al fine di ripristinare gradualmente norme dell’UE uniformi e di facile applicazione”.

– I lavoratori del settore dei trasporti, a prescindere dalla modalità di trasporto, hanno svolto un ruolo fondamentale garantendo la consegna delle merci e sostenendo il funzionamento delle catene di approvvigionamento. Occorre consultare, equipaggiare, formare e istruire adeguatamente i lavoratori del settore dei trasporti circa le modalità di svolgimento dei loro compiti, per ridurre al minimo i rischi per la loro salute e quella delle loro famiglie, come pure dei loro colleghi e dei passeggeri. È necessario ad esempio fornire informazioni sull’uso corretto dei dispositivi di protezione, sulla continua applicazione delle norme di igiene, sulla riduzione al minimo dei contatti non necessari e anche, nella misura del possibile, su come rilevare potenziali infezioni;

– ai lavoratori del settore dei trasporti che, data la natura del loro lavoro, sono tenuti ad interagire spesso con altre persone (tra cui gli autisti dei mezzi), i datori di lavoro devono mettere a disposizione dei dispositivi di protezione individuale di livello adeguato, da sostituire periodicamente a seconda delle necessità e smaltibili in modo sicuro. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato degli orientamenti generali per i datori di lavoro sul ritorno al luogo di lavoro dopo la Covid-19, contenenti informazioni utili su specifici settori tra cui quello dei trasporti (“Covid-19: risorse per l’ambiente di lavoro” e “Covid-19: fare ritorno al luogo di lavoro – Adeguare i luoghi di lavoro e proteggere i lavoratori”, https://oshwiki.eu/wiki/COVID-19:_guidance_for_the_workplace#See);

– È necessario garantire livelli elevati di igiene in tutte le parti di stazioni, aree di sosta (ad esempio lungo le autostrade), parcheggi coperti, stazioni di rifornimento e di ricarica, comprese pulizia e disinfezione periodiche, al fine di limitare il rischio di contagio per gli utenti della strada.

Fonte: ASSOTIR

Questo elemento è stato inserito in News. Aggiungilo ai segnalibri.