Aumento dei costi nel settore dell’autotrasporto: il 2026 si apre con nuove pressioni per le piccole imprese

Il nuovo anno porta con sé un ulteriore incremento dei costi operativi per il comparto dell’autotrasporto.

Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore gli adeguamenti tariffari dei pedaggi autostradali, cresciuti in media dell’1,5%, mentre il prezzo del gasolio per autotrazione registra un aumento del 3,6% rispetto ai livelli di fine 2025.

Per un settore già caratterizzato da margini ridotti, questi rincari rappresentano un elemento di forte criticità, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute.

Impatto sulle piccole imprese

Le imprese di autotrasporto di piccola scala risultano tra le più penalizzate: non potendo accedere ai rimborsi sui pedaggi né ai crediti d’imposta legati all’aumento delle accise, subiscono l’intero peso degli incrementi. Secondo le stime, ogni mezzo pesante potrebbe generare un aggravio annuo di circa 2.000 euro solo per il maggior costo del carburante.

Un settore in contrazione

L’aumento dei costi si inserisce in un contesto già complesso. Negli ultimi dieci anni il numero di imprese attive nel trasporto merci su strada è diminuito del 22%, passando da oltre 86.000 attività nel 2015 a poco più di 67.000 nel 2025. Alcune regioni – tra cui Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Sardegna – registrano cali superiori al 30%, mentre il Trentino-Alto Adige rappresenta l’unica eccezione con un trend positivo.

La distribuzione territoriale

Nel 2025 Napoli risulta la provincia con il maggior numero di imprese attive nel settore (3.984), seguita da Milano, Roma, Torino e Salerno. In queste cinque aree si concentra oltre un quinto dell’intero comparto nazionale.

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