Malgrado l’apertura della Commissione europea, i sindacati mantengono il blocco del traffico merci per protestare contro i visti Schengen.
I sindacati degli autotrasportatori di Serbia e Bosnia-Erzegovina hanno deciso di continuare a bloccare il traffico merci ai valichi di frontiera tra i Balcani occidentali e l’area Schengen. La decisione arriva nonostante l’apertura della Commissione europea, annunciata il giorno precedente, e la scelta dei colleghi di Macedonia del Nord e Montenegro di smobilitare.
Il blocco e le richieste
Il blocco, ora parziale, entra nel quinto giorno consecutivo e ha lo scopo di ottenere modifiche da parte della Commissione europea al regolamento sui visti biometrici (EES). Gli autotrasportatori protestano contro il limite di 90 giorni su 180, giudicato troppo penalizzante per la loro attività, e chiedono norme più flessibili sui soggiorni di breve durata per i lavoratori transfrontalieri.
Reazioni delle autorità e sindacati
In Bosnia-Erzegovina, il consorzio Logistika ha annunciato la richiesta di un incontro urgente con i primi ministri delle due entità (Federazione croato-musulmana e Republika Srpska) e con la presidente del Consiglio dei ministri, Borjana Krišto. Al momento, non ci sono dettagli sui piani dei trasportatori serbi. Il sindacalista bosniaco Zijad Saric ha dichiarato che le aperture della Commissione europea non soddisfano le richieste dei camionisti e non risolvono i problemi principali.
Posizione della Commissione europea
L’ambasciatore Ue in Bosnia, Luigi Soreca, ha ufficializzato l’impegno della Commissione a esplorare soluzioni pragmatiche per ridurre le complessità burocratiche e garantire la mobilità dei professionisti del trasporto in tutta Europa. Tra le opzioni allo studio vi è l’introduzione di una nuova legislazione per soggiorni brevi prolungati, misura particolarmente rilevante per gli autisti professionisti dei Balcani occidentali.
Fonte Ansa

