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    Messaggi nel blu: Come le navi sfidano gli Houti nel Mar Rosso

    La crisi del Mar Rosso sicuramente non è una novità sulle testate giornalistiche.

    Un delle principali arterie di approvvigionamento del Mediterraneo orientale è ormai da più di un anno in balia degli attacchi della fazione yemenita degli Houti, i quali prendono di mira esclusivamente navi di armatori occidentali e soprattutto navi affiliate ad Israele o dirette ai porti israeliani. Mentre le navi cinesi e russe continuano a solcare questi mari indisturbate.

    Molte compagnie occidentali hanno abbandonato la rotta di Suez per raggiungere i nostri mari, preferendo la più stabile ma allo stesso tempo onerosa e lunga circumnavigazione dell’Africa, e la maggior parte delle compagnie sembra intenzionata a mantenere questa decisione anche per il 2025.


    Contrariamente all’immagine spesso dipinta dai media occidentali, gli Houti sono ben consapevoli dell’importanza del Mar Rosso per l’economia europea e scelgono i loro obiettivi con precisione. Armati di tecnologia e intelligenza tattica, sanno colpire le navi che rappresentano una minaccia economica o simbolica per i loro interessi.

    Ma come fanno gli Houti ad individuare i loro target? È semplice, tutte le navi munite di un computer di bordo vengono segnalate in tempo reale su MarineTraffic (www.marinetraffic.com), uno strumento essenziale per tutti i natanti, dalle Panamax alle piccole imbarcazioni da diporto, per essere al corrente delle altre navi presenti in zona. Dal nome della nave, pubblicato su MarineTraffic, è poi semplice risalire alla proprietà ed alle possibili affiliazioni.

    Gli equipaggi delle navi sono ben consapevoli che gli Houti utilizzano MarineTraffic per monitorare il traffico nel golfo di Aden. Per questo motivo, molti capitani ricorrono a messaggi criptici per dichiarare la propria neutralità nel conflitto tra Israele e Palestina. Utilizzando la sezione riservata al porto di destinazione della nave, inseriscono dichiarazioni ambigue nella speranza che queste vengano notate dagli Houti e riducano il rischio di un attacco.


    Questi menzionati sono solo alcuni esempi ma ogni giorno le navi transitanti per il Mar Rosso cercano di tutelarsi.


    Nasce quindi spontanea una domanda: dovrebbero forse MarineTraffic ed altri sistemi di tracking marittimo sospendere la localizzazione gps in questa zona? Oppure dovrebbero limitare le informazioni accessibili, come il nome della nave, la provenienza e la destinazione, per proteggere la sicurezza delle imbarcazioni?

    La situazione nel Mar Rosso continua a essere un enigma per le compagnie di navigazione e per gli esperti di sicurezza. La tecnologia di monitoraggio marittimo ha rivoluzionato la navigazione ma, come dimostra questa crisi, può diventare un’arma a doppio taglio.

    novembre ’24

    di Tomaso Matija Winkler

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    ENG

    Messages in the Blue: How Ships Challenge Houthi Threats in the Red Sea

    The crisis in the Red Sea has grown increasingly complex for those of us following international news. This crucial maritime passage, vital for global shipping and a primary route for Eastern Mediterranean supplies, has become a focal point for Houthi attacks over the past year. These assaults mainly target Western-owned vessels, especially those headed to or affiliated with Israeli ports, while Russian and Chinese operated ships appear largely unaffected.

    Amid rising instability, many Western shipping companies have opted to avoid the Suez route, choosing instead to take longer and more expensive routes around Africa. While costly, this strategy provides greater security. Most companies plan to continue this diversion strategy into 2025, prioritizing the safety of their ships and cargo. But what motivates the Houthis in these high-stakes confrontations?

    Despite the portrayal of the Houthis as a disorganized faction, they demonstrate a clear understanding of the Red Sea’s significance for Europe’s economy. They select their targets strategically, leveraging both advanced technology and tactical intelligence to disrupt ships representing economic or symbolic threats to their interests.

    How do the Houthis pinpoint their targets? Surprisingly, the answer may lie in a public maritime tracking platform called MarineTraffic (www.marinetraffic.com). Essential for vessels of all sizes, from massive Panamax ships to small private boats, MarineTraffic allows users to track real-time ship locations. By simply checking a vessel’s name on the platform, the Houthis can gather ownership details and potential affiliations, enabling them to identify high-value targets.

    Aware of the Houthis’ monitoring tactics, ship crews frequently use cryptic messages to declare neutrality in the Israel-Palestine conflict. Many captains utilize the destination field on MarineTraffic to insert ambiguous statements, hoping the Houthis will take note and refrain from launching attacks on their vessels.

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