La recente circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sui tempi di attesa per carico e scarico introduce un quadro normativo più chiaro per il settore della logistica, del trasporto su strada e dei traffici portuali, con effetti diretti sull’efficienza della supply chain industriale.
La normativa distingue in modo netto tra tempi di attesa e tempi effettivi di carico e scarico, stabilisce una franchigia di 90 minuti e prevede un indennizzo automatico di 100 euro per ogni ora o frazione di ritardo.
Il provvedimento rafforza così la tutela del vettore e promuove una maggiore trasparenza nei rapporti tra committenza, operatori logistici e terminal.
Tempi improduttivi e costi operativi: l’impatto sulla filiera
La regolamentazione dei tempi di attesa rappresenta un passaggio rilevante per la riduzione delle inefficienze operative che incidono sui costi del trasporto e sulla continuità dei flussi logistici. Le attese improduttive generano ritardi, congestioni e un aumento dei costi indiretti, riducendo l’affidabilità complessiva del servizio.
Pianificazione operativa e puntualità delle consegne
La maggiore chiarezza normativa viene considerata uno strumento utile per ridurre i tempi improduttivi e migliorare la puntualità delle operazioni. Una gestione corretta dei tempi di carico e scarico consente di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili e di aumentare l’affidabilità delle consegne.
La pianificazione strutturata delle finestre operative contribuisce inoltre a migliorare la qualità del servizio logistico e a rafforzare la collaborazione tra committenza, operatori logistici e terminal.
Trasporti food & beverage: il tempo come fattore critico di qualità
Nel settore food & beverage, la normativa MIT assume un valore particolarmente strategico, soprattutto nei trasporti a temperatura controllata, dove il fattore tempo è direttamente collegato alla qualità del prodotto.
La riduzione dei tempi di attesa consente di tutelare la catena del freddo, preservare la shelf life e mantenere elevati standard di servizio lungo tutta la supply chain, elementi essenziali per la distribuzione di prodotti freschi e surgelati.
Effetti sui traffici portuali e mare–terra
Impatti significativi si registrano anche nel contesto portuale e nei traffici mare–terra, dove la puntualità delle operazioni influisce sulla continuità delle attività e sulla regolarità dei flussi logistici.
Una regolamentazione chiara dei tempi di attesa favorisce una pianificazione più efficace nei terminal, migliora il controllo operativo sull’intera filiera e contribuisce ad aumentare l’affidabilità dei traffici intermodali.
La normativa MIT come leva di competitività
Riducendo le inefficienze legate alle attese improduttive, la normativa favorisce una migliore pianificazione dei flussi di import-export, incrementa l’efficienza delle catene di approvvigionamento e contribuisce a rendere i traffici portuali italiani più attrattivi rispetto ai principali hub logistici europei.
Attraverso soluzioni organizzative e digitali dedicate alla gestione delle finestre operative, la normativa MIT viene interpretata come un’opportunità per costruire una logistica più trasparente, efficiente e competitiva, a supporto delle imprese industriali.

