La situazione nello Stretto di Hormuz continua a destare preoccupazione per il trasporto marittimo internazionale. Nel corso di ottobre, le tensioni geopolitiche e i ripetuti incidenti che hanno coinvolto navi commerciali hanno contribuito a ridurre sensibilmente i transiti in uno dei passaggi strategici per il commercio mondiale.
L’evoluzione della situazione rappresenta un elemento di attenzione per gli operatori della logistica, chiamati a monitorare con continuità la sicurezza delle rotte, la disponibilità di capacità di trasporto e i possibili effetti sulle catene di approvvigionamento.
Traffici in calo e nuove criticità per la navigazione
I dati raccolti nella prima metà di ottobre confermano il forte rallentamento dei flussi marittimi. Secondo le rilevazioni della società di analisi Kpler, riportate da Reuters l’8 ottobre, martedì 6 ottobre sono transitate nello Stretto appena sette navi che trasportavano materie prime: il valore giornaliero più basso da oltre due mesi.
Anche i flussi petroliferi hanno registrato una contrazione. Nella prima settimana del mese, il volume di greggio transitato attraverso Hormuz è diminuito del 27% rispetto al massimo raggiunto durante il conflitto nella settimana precedente, scendendo ad almeno 10,1 milioni di barili al giorno. Il dato era tornato in linea con la media di settembre e corrispondeva a circa il 74% dei livelli precedenti alla guerra.
La situazione è ulteriormente peggiorata nella seconda metà del mese. Il 19 ottobre, Reuters ha riferito che nel fine settimana precedente erano transitate soltanto cinque navi commerciali nella giornata di sabato, mentre domenica non risultavano transiti registrati nei dati Kpler.
Nello stesso periodo, i flussi di greggio attraverso lo Stretto sono scesi a una media di circa 8,5 milioni di barili al giorno, rispetto a oltre 20 milioni nella settimana precedente.
A questo quadro si aggiungono gli incidenti che hanno coinvolto navi commerciali. Le segnalazioni dell’UK Maritime Trade Operations (UKMTO) hanno documentato diversi episodi all’inizio di ottobre, inclusi attacchi a petroliere e interferenze con la navigazione nello Stretto.
Le possibili conseguenze per il trasporto internazionale
Le criticità di Hormuz non riguardano soltanto il comparto energetico. Le condizioni di sicurezza di un corridoio marittimo strategico possono influenzare anche l’organizzazione dei servizi di trasporto, la pianificazione delle rotte e la gestione delle spedizioni dirette verso i mercati del Golfo Persico. In uno scenario caratterizzato da elevata incertezza, gli operatori possono trovarsi a dover affrontare variazioni dei tempi di transito, modifiche operative, minore disponibilità di navi e possibili revisioni delle condizioni assicurative. L’entità degli effetti dipende tuttavia dalla tipologia di merce, dalla rotta interessata, dal vettore e dalle specifiche condizioni contrattuali.
Anche i mercati energetici risentono delle tensioni. Il 19 ottobre Reuters ha riportato un aumento delle quotazioni petrolifere, sostenute dai rischi per la navigazione e dalla riduzione dei flussi attraverso lo Stretto. Eventuali ripercussioni sui costi logistici complessivi devono però essere valutate caso per caso, senza equiparare automaticamente l’andamento del petrolio o dei noli delle petroliere alle tariffe del trasporto container.
Monitoraggio e pianificazione: priorità per la supply chain
Per le imprese che operano sui mercati internazionali, il quadro di ottobre conferma l’importanza di una gestione flessibile delle spedizioni e di un monitoraggio costante delle condizioni operative.
La verifica degli aggiornamenti forniti dai vettori, la valutazione delle eventuali alternative logistiche e una comunicazione tempestiva con clienti e partner possono contribuire a gestire meglio l’incertezza e a contenere le conseguenze di possibili interruzioni.
In una fase in cui gli equilibri geopolitici incidono direttamente sulla regolarità dei collegamenti marittimi, la capacità di pianificare e aggiornare le strategie di trasporto diventa un elemento essenziale per tutelare la continuità delle catene di approvvigionamento.
L’evoluzione dello Stretto di Hormuz resta pertanto un indicatore importante per il settore della logistica internazionale. Seguire con attenzione i dati sui transiti e gli aggiornamenti sulla sicurezza marittima consente alle aziende di valutare tempestivamente i rischi e affrontare con maggiore consapevolezza le possibili ripercussioni sulle proprie attività.
Fonti: Reuters, dati Kpler del 6-19 ottobre 2026; UK Maritime Trade Operations (UKMTO), segnalazioni di sicurezza marittima di ottobre 2026.
Aggiornamento: 20 ottobre 2026. I dati sui transiti si riferiscono alle giornate e ai periodi specificati; non costituiscono una media complessiva del mese.

