Portualità italiana: infrastrutture e regole certe per una logistica più competitiva

Infrastrutture, intermodalità, efficienza e regole certe sono elementi fondamentali per rafforzare la competitività della portualità italiana e dell’intera filiera logistica.

È questo uno dei principali messaggi emersi dall’Assemblea Pubblica UNIPORT 2026, che ha riunito a Roma imprese, istituzioni e operatori del settore per discutere del futuro dei porti italiani e del loro ruolo nel sistema logistico nazionale.

Porti e logistica: una filiera sempre più integrata

Il sistema portuale italiano continua a dimostrare capacità di resilienza nonostante le tensioni geopolitiche e le difficoltà del commercio internazionale. Dopo un avvio d’anno più debole, i traffici marittimi hanno mostrato segnali di ripresa, mentre il settore container punta a confermare la crescita registrata nel 2025, con 12,8 milioni di TEU movimentati nei porti italiani.

Secondo il presidente UNIPORT Pasquale Legora De Feo, questa capacità di tenuta deve essere accompagnata da un sistema pubblico in grado di sostenere lo sviluppo con efficienza, rapidità e certezza delle regole.

Un tema che riguarda direttamente anche il trasporto merci su gomma: porti efficienti e collegamenti affidabili con la rete stradale e ferroviaria sono infatti indispensabili per garantire continuità e puntualità alla catena logistica.

Infrastrutture e intermodalità

Uno dei nodi principali resta quello delle infrastrutture. UNIPORT chiede tempi certi per la realizzazione delle grandi opere portuali, per la manutenzione e per gli interventi di dragaggio.

Tra gli interventi citati figurano la Diga di Genova, la Darsena di Levante a Napoli, la Darsena Europa di Livorno e il Molo VIII di Trieste.

La programmazione, però, non può fermarsi ai singoli porti. Per rendere realmente competitiva la logistica italiana è necessario integrare porti, autostrade, ferrovie, interporti e piattaforme logistiche.

In questo scenario l’intermodalità assume un ruolo strategico. Il trasporto stradale continua a essere essenziale per collegare porti, terminal, aziende e destinazioni finali, ma può integrarsi sempre più efficacemente con ferrovia e trasporto marittimo.

ETS marittimo e costi della logistica

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’ETS marittimo, per il quale UNIPORT chiede interventi correttivi.

Secondo l’associazione, l’attuale sistema rischia di produrre effetti distorsivi sui collegamenti con le principali isole italiane e sulle attività di transhipment, favorendo lo spostamento di traffici verso porti di Paesi terzi.

La richiesta è quindi quella di introdurre deroghe mirate e di evitare che i costi ETS possano penalizzare la competitività dei porti italiani.

Un tema che interessa anche il trasporto merci, perché l’aumento dei costi lungo la catena logistica può riflettersi sui costi complessivi di movimentazione e trasporto.

Governance e certezza delle regole

Per UNIPORT è inoltre necessario rafforzare la governance del sistema portuale, garantendo una struttura centrale capace di favorire la realizzazione delle infrastrutture strategiche, l’accesso alle risorse e il coordinamento tra le diverse amministrazioni.

Per gli operatori della logistica, il risultato atteso è soprattutto uno: procedure più semplici, tempi prevedibili e regole stabili, condizioni indispensabili per programmare investimenti e organizzare in modo efficiente i flussi di merce.

Formazione e nuove competenze

La trasformazione della logistica passa infine dalle competenze.

Digitalizzazione, automazione, transizione energetica e nuove tecnologie stanno modificando rapidamente il settore e rendono necessario un adeguato ricambio generazionale, accompagnato da percorsi di formazione qualificati.

Una sfida per tutta la filiera

Il confronto di UNIPORT conferma quindi che la competitività dei porti italiani non può essere separata da quella dell’intero sistema logistico.

Porti, autotrasporto, ferrovia e interporti devono poter operare come parti di una rete integrata, sostenuta da infrastrutture moderne e procedure efficienti.

La posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo rappresenta un’importante opportunità per il commercio internazionale. Per trasformarla in un reale vantaggio competitivo sarà però necessario continuare a investire nelle infrastrutture, sviluppare l’intermodalità e garantire regole chiare e tempi certi.

Per il mondo dell’autotrasporto significa poter contare su una catena logistica più efficiente e affidabile, capace di accompagnare le merci dal porto alla destinazione finale e di rafforzare i collegamenti dell’Italia con i principali mercati europei.

Fonte: UNIPORT :::

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