Dal 20 settembre 2026 è in vigore il nuovo quadro doganale dell’Unione europea. L’applicazione sarà progressiva fino al 2034, ma alcune novità, soprattutto nell’e-commerce, sono già operative.
Con il Regolamento (UE) 2026/2108 l’Unione europea avvia una profonda trasformazione del sistema doganale. Il nuovo Codice sostituirà progressivamente quello attualmente in vigore e punta a rendere i controlli più efficaci, concentrandoli sulle operazioni a maggior rischio, e a semplificare gli adempimenti per gli operatori affidabili.
Regolamento (UE) 2026/2108 – EUR-Lex
Tre pilastri della riforma
La nuova architettura si basa essenzialmente su tre elementi.
Una nuova Autorità doganale europea (EUCA), con sede a Lille, avrà il compito di rafforzare il coordinamento a livello dell’Unione, soprattutto nell’analisi dei rischi e nella gestione dei dati. I controlli continueranno invece a essere effettuati dalle amministrazioni doganali nazionali.
Il Customs Data Hub sarà la nuova infrastruttura digitale comune per la gestione delle informazioni doganali. L’obiettivo è superare progressivamente la frammentazione degli attuali sistemi nazionali e consentire una visione più completa delle merci e delle relative catene di approvvigionamento.
Il Trust & Check Trader (TCT) affiancherà lo status di operatore economico autorizzato (AEO). Gli operatori che dimostreranno elevati livelli di affidabilità, trasparenza e controllo interno potranno accedere a ulteriori semplificazioni doganali.
Commissione europea – EU Customs Reform
E-commerce: la trasformazione è già iniziata
Il commercio elettronico è uno dei principali motivi della riforma. Secondo la Commissione europea, le importazioni di merci di basso valore sono cresciute da circa 1,39 miliardi di articoli nel 2022 a 5,88 miliardi nel 2025.
Commissione europea – Goods bought online
Dal 1° luglio 2026 è inoltre operativo il nuovo regime temporaneo previsto dal Regolamento (UE) 2026/382, che introduce un dazio di 3 euro per articolo per determinate spedizioni di valore intrinseco non superiore a 150 euro.
Regolamento (UE) 2026/382 – EUR-Lex
Un secondo intervento riguarda la Union handling fee prevista dal nuovo Codice per le vendite a distanza. La Commissione ha adottato il relativo atto delegato il 21 settembre 2026, individuando in 2 euro per articolo l’importo della tassa. Al 29 settembre 2026 l’atto è ancora soggetto alla procedura prevista dalla normativa europea e non deve quindi essere considerato una misura già applicabile.
Il calendario della transizione
La riforma sarà introdotta gradualmente.
20 settembre 2026: entrata in vigore del nuovo regolamento.
21 settembre 2027: applicazione generale del nuovo Codice.
1° luglio 2028: il Customs Data Hub diventa operativo per gli ambiti dell’e-commerce previsti dal nuovo Codice.
1° marzo 2031: accesso volontario al Data Hub per gli altri operatori.
1° marzo 2034: piena operatività del nuovo sistema e utilizzo obbligatorio del Data Hub per gli operatori interessati.
Cosa devono fare le imprese
La riforma rende sempre più importante la qualità del dato doganale. Le imprese dovranno essere in grado di sapere chi genera le informazioni, chi le controlla e su quali documenti e verifiche si fondano.
Per questo è opportuno iniziare a:
mappare i flussi di importazione ed esportazione;
verificare classificazione, origine e valore delle merci;
individuare i soggetti responsabili dei dati doganali;
controllare i rapporti con spedizionieri, rappresentanti doganali e operatori logistici;
aggiornare procedure e controlli interni;
valutare, quando ricorrano i requisiti, gli status AEO e Trust & Check Trader;
preparare i sistemi informativi alla progressiva digitalizzazione europea.
Una riforma da preparare oggi
Il nuovo Codice doganale non è soltanto una modifica delle procedure di sdoganamento. È un cambiamento strutturale che coinvolge dati, tecnologia, organizzazione aziendale e responsabilità lungo la catena logistica.
La transizione durerà diversi anni, ma le imprese che operano con l’estero sono già chiamate a prepararsi. La capacità di produrre dati doganali corretti, completi e tracciabili diventerà infatti un elemento sempre più centrale della compliance.
Fonti: Commissione europea – Taxation and Customs Union; EUR-Lex.
Informazioni aggiornate al 29 settembre 2026. Il presente contributo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce parere legale o fiscale.

