Mediterraneo verso i 103 milioni di TEU: opportunità e sfide per i porti italiani

Il Mediterraneo si conferma uno snodo strategico per il commercio marittimo internazionale. Entro il 2030 il traffico container nel bacino potrebbe raggiungere 102,6 milioni di TEU, con una crescita del 15% rispetto ai livelli previsti per il 2025. Una prospettiva che apre nuove opportunità per il sistema portuale italiano, ma che pone anche importanti sfide sul fronte della competitività.

È quanto emerge dallo studio SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), Il Mediterraneo: un mare da 102 milioni di TEU, presentato nell’ambito della Naples Shipping Week.

Un mercato in crescita, ma sempre più competitivo

Secondo le elaborazioni SRM su dati Drewry, il traffico container mondiale raggiungerà 1,17 miliardi di TEU entro il 2030, con un incremento del 17%.

Nel Mediterraneo le prospettive più dinamiche riguardano il Mediterraneo orientale e il Mar Nero (+17%), seguiti dal Nord Africa (+14%) e dal Mediterraneo occidentale (+13%).

A sostenere questa crescita contribuiscono l’evoluzione delle rotte commerciali e il progressivo rafforzamento delle infrastrutture portuali. Non mancano tuttavia elementi di incertezza, dalle tensioni geopolitiche alla possibile sovracapacità della flotta mondiale: gli ordini di nuove navi portacontainer equivalgono infatti al 40,9% della capacità attualmente esistente.

Porti italiani: cresce il peso del transhipment

Nel 2025 il sistema portuale italiano ha movimentato 12,8 milioni di TEU, rispetto agli 11,9 milioni del 2024.

Un risultato significativo, trainato soprattutto dal transhipment, ovvero il trasferimento dei container da una nave all’altra per proseguire verso la destinazione finale. Questa attività ha raggiunto 5,7 milioni di TEU, pari al 44% del traffico nazionale.

Tra il 2016 e il 2025 il transhipment è cresciuto del 36%, contro l’11% dei traffici gateway, direttamente collegati alle importazioni e alle esportazioni. Un’evoluzione che conferma il ruolo dell’Italia come piattaforma di smistamento dei flussi marittimi nel Mediterraneo.

Tra gli scali nazionali spicca Gioia Tauro, che nel 2025 ha movimentato 4,5 milioni di TEU, con una crescita del 78% rispetto al 2019, consolidando la propria posizione di principale hub italiano per il transhipment.

Genova, con 2,4 milioni di TEU, mantiene invece un ruolo strategico come porto gateway, al servizio delle imprese italiane e dei collegamenti con i mercati europei.

La concorrenza nordafricana e la sfida dell’efficienza

La competizione mediterranea si fa sempre più intensa, soprattutto per effetto della crescita degli hub nordafricani.

Nel 2025 Tanger Med si è confermato il primo porto container del Mediterraneo, con 11,1 milioni di TEU, seguito da Valencia (5,7 milioni) e Port Said (5,6 milioni). Nel primo semestre 2026 Tanger Med ha registrato un’ulteriore crescita dell’11%, contro l’1% del sistema portuale italiano.

In questo scenario, la posizione geografica non è più sufficiente a garantire un vantaggio competitivo. Diventano determinanti la velocità delle operazioni, l’efficienza dei terminal e l’integrazione con le reti di trasporto terrestri.

Un dato significativo riguarda i tempi di permanenza dei container in importazione: nel 2024 la media italiana era di quattro giorni, contro i 2,8 della Germania e i tre dei Paesi Bassi.

Ridurre questi tempi, investire nella digitalizzazione e rafforzare i collegamenti ferroviari e retroportuali rappresentano quindi priorità fondamentali.

Con un Mediterraneo destinato a superare i 102 milioni di TEU entro il 2030, la sfida per l’Italia sarà trasformare la propria posizione strategica in un vantaggio competitivo concreto. Non basterà attrarre nuovi traffici: sarà necessario gestirli con efficienza, rapidità e integrazione lungo l’intera filiera logistica.

Fonti

SRM – Centro Studi e Ricerche, Il Mediterraneo: un mare da 102 milioni di TEU, Naples Shipping Week.

SRM – Centro Studi e Ricerche, Italian Maritime Economy 2026.

Drewry – Elaborazioni e previsioni sul traffico container mondiale e mediterraneo.

Elaborazione redazionale sulla base delle fonti citate.

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