Cambiamento climatico e logistica internazionale: dati ONU, efficienza dei trasporti e nuove sfide per le spedizioni merci in Europa e nei Paesi extra-UE.
Il cambiamento climatico rappresenta una sfida globale che coinvolge direttamente anche il settore della logistica e del trasporto merci. La movimentazione delle merci è essenziale per il funzionamento dell’economia europea: collega imprese, stabilimenti produttivi, distributori e mercati, garantendo continuità agli scambi commerciali tra i Paesi dell’Unione europea e quelli extra-UE.
Allo stesso tempo, il trasporto su strada è chiamato a confrontarsi con la necessità di ridurre il proprio impatto ambientale, mantenendo elevati standard di affidabilità, puntualità e competitività.
Le Nazioni Unite: accelerare la riduzione delle emissioni
Il rapporto Emissions Gap Report 2026 del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), pubblicato il 21 ottobre 2026, richiama l’attenzione sulla distanza ancora esistente tra gli obiettivi climatici internazionali e le politiche effettivamente adottate.
Secondo il rapporto, se le politiche attuali resteranno invariate, il riscaldamento globale potrebbe raggiungere circa 2,8 °C entro la fine del secolo rispetto ai livelli preindustriali. Per contenere il riscaldamento e riportarlo verso 1,5 °C entro il 2100, lo scenario più ambizioso analizzato richiede una riduzione delle emissioni globali di gas serra del 45% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2025.
Si tratta di obiettivi che interessano tutti i comparti economici, compreso il trasporto delle merci, nel quale la dipendenza dai combustibili fossili rimane una questione centrale.
Fonte: UNEP, Emissions Gap Report 2026.
Il trasporto su strada al centro della transizione
In Europa, il trasporto su strada svolge una funzione essenziale nella distribuzione delle merci. La sua flessibilità consente di raggiungere aree industriali, centri logistici e destinazioni non sempre servite in modo diretto da altre modalità di trasporto.
Questa centralità comporta anche una responsabilità: individuare soluzioni che consentano di migliorare l’efficienza dei viaggi e contenere le emissioni associate alle attività di trasporto.
Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2023 il trasporto su strada ha generato il 73% delle emissioni di gas serra attribuite al settore dei trasporti nell’Unione europea. Il dato evidenzia la dimensione della sfida e l’importanza di intervenire sull’efficienza dei veicoli, sull’organizzazione dei flussi logistici e sulle tecnologie disponibili.
La transizione non può tuttavia essere ricondotta a un’unica soluzione. Le distanze percorse, le caratteristiche delle merci, i tempi di consegna, le infrastrutture e i Paesi interessati dalle spedizioni richiedono valutazioni specifiche per ogni servizio.
Efficienza logistica: un contributo concreto
Per gli operatori che organizzano spedizioni internazionali, migliorare l’efficienza rappresenta una delle direttrici più concrete su cui lavorare.
Una pianificazione accurata può contribuire a ridurre i chilometri non necessari, migliorare l’utilizzo della capacità di carico e limitare i viaggi a vuoto, quando le condizioni operative lo consentono. Anche il coordinamento delle spedizioni, la scelta dei percorsi e la collaborazione con i partner di trasporto possono incidere sull’efficienza complessiva della catena logistica.
Queste azioni devono essere valutate considerando le esigenze specifiche di ogni cliente: una soluzione efficiente dal punto di vista ambientale deve anche garantire sicurezza, rispetto delle tempistiche e sostenibilità economica.
Accanto all’organizzazione dei trasporti, l’evoluzione dei mezzi, il miglioramento dei consumi e la progressiva diffusione di tecnologie e carburanti a minore intensità emissiva costituiscono ulteriori ambiti di sviluppo per il settore.
Dati ambientali e trasparenza nella filiera
La sostenibilità assume un’importanza crescente anche nei rapporti tra committenti, spedizionieri e vettori. Le imprese che acquistano servizi logistici possono avere necessità di conoscere e confrontare le emissioni associate alle proprie spedizioni, anche per finalità di rendicontazione ambientale.
In questo contesto, l’Unione europea ha introdotto nel 2026 un quadro metodologico armonizzato per il calcolo delle emissioni dei servizi di trasporto, fondato sulla norma EN ISO 14083:2023. Disporre di criteri coerenti e di dati verificabili può favorire una maggiore trasparenza e una valutazione più consapevole delle prestazioni ambientali.
Per il settore delle spedizioni internazionali, ciò rende sempre più importante distinguere tra stime, dati effettivamente misurati e risultati documentati, evitando dichiarazioni ambientali non supportate da evidenze.
Una logistica competitiva e attenta al futuro
Il percorso verso una mobilità a minore impatto ambientale richiederà investimenti, innovazione e collaborazione lungo tutta la filiera. Non esiste una soluzione valida per ogni tratta o tipologia di merce: occorre valutare le caratteristiche di ciascuna spedizione, le alternative disponibili e gli obiettivi del cliente.
Per chi opera nel trasporto internazionale su strada, la sfida consiste nel coniugare affidabilità del servizio, efficienza operativa e attenzione all’evoluzione delle esigenze ambientali del mercato.
La logistica del futuro sarà chiamata a garantire collegamenti commerciali sempre più efficienti, promuovendo al contempo una gestione responsabile delle risorse e una progressiva riduzione degli impatti ambientali.
Fonti
UNEP – Emissions Gap Report 2026
Agenzia europea dell’ambiente – Greenhouse gas emissions from transport in Europe
Commissione europea – Metodologia armonizzata per il calcolo delle emissioni dei trasporti
Paolo Polli

