La classifica Alphaliner dei primi 30 porti container del mondo nel primo semestre 2026 fotografa una nuova geografia della logistica marittima: i grandi scali asiatici continuano a crescere, mentre quelli europei rallentano. E la crisi di Hormuz dimostra quanto rapidamente la geopolitica possa modificare le rotte e i flussi commerciali.
Shanghai al vertice, Ningbo supera Singapore
Shanghai mantiene saldamente il primo posto mondiale con circa 28,7 milioni di TEU, in crescita del 6,2% rispetto al primo semestre 2025.
La novità più significativa è però al secondo posto: Ningbo-Zhoushan, con circa 22,9 milioni di TEU e una crescita dell’8,8%, supera Singapore e conquista per la prima volta questa posizione nella graduatoria semestrale.
La presenza asiatica ai vertici è ormai dominante: sei dei primi dieci porti mondiali sono cinesi, tra cui Shanghai, Ningbo-Zhoushan, Shenzhen, Qingdao, Guangzhou e Tianjin.
Nel complesso, i porti cinesi hanno movimentato nel semestre circa 161 milioni di TEU, raggiungendo un nuovo record per il periodo.
Un risultato che riflette la forza dell’industria manifatturiera cinese, ma anche gli investimenti in infrastrutture e l’evoluzione delle reti dei grandi carrier.
Jebel Ali: l’effetto della crisi di Hormuz
Il cambiamento più spettacolare riguarda però Jebel Ali, il grande hub di Dubai.
Dopo oltre vent’anni tra i principali porti container mondiali, Jebel Ali è passato dal 10° posto del 2025 al 32° nel primo semestre 2026, uscendo dalla top 30.
I volumi sono crollati da circa 7,8 a 3,1 milioni di TEU, con una perdita vicina al 60%.
La causa è legata alla crisi geopolitica in Medio Oriente e alla drastica riduzione dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz. Le compagnie di navigazione hanno modificato rotte e servizi, redistribuendo i volumi verso altri hub.
A beneficiarne sono stati, tra gli altri, Port Klang, entrato nella top ten mondiale, e Colombo, che ha registrato una crescita significativa dei traffici di transhipment.
Il caso Jebel Ali dimostra quanto sia diventata importante la resilienza delle reti logistiche: un cambiamento geopolitico può modificare in pochi mesi una classifica che sembrava consolidata da anni.
L’Europa rallenta
Il confronto con i porti europei è altrettanto significativo.
Rotterdam, principale hub container europeo, ha movimentato circa 7 milioni di TEU, sostanzialmente in linea con il 2025.
Anversa-Bruges ha registrato un calo dell’1,5%, mentre Amburgo ha perso il 3,8% dei volumi, scendendo dal 23° al 27° posto della classifica.
Il divario con l’Asia appare evidente: mentre Ningbo-Zhoushan cresce dell’8,8%, Shenzhen del 7,7%, Qingdao del 7,2% e Shanghai del 6,2%, i principali porti del Nord Europa mostrano una crescita nulla o negativa.
Cosa significa per le imprese
La fotografia di Alphaliner non è soltanto una graduatoria tra porti. È un indicatore dei cambiamenti che stanno interessando le supply chain globali.
Per le aziende, scegliere una rotta non significa più guardare soltanto a costi e distanza. Diventano sempre più importanti la frequenza dei servizi, l’affidabilità dei transit time, la disponibilità di collegamenti terrestri, la possibilità di utilizzare porti alternativi e, soprattutto, la capacità di reagire rapidamente agli imprevisti.
La crisi di Hormuz ne è un esempio concreto: un evento geopolitico localizzato può avere conseguenze sulla distribuzione dei traffici a migliaia di chilometri di distanza.
Una nuova geografia della logistica
La classifica del primo semestre 2026 conferma quindi una tendenza precisa: l’Asia continua a essere il principale motore della crescita containerizzata, mentre l’Europa attraversa una fase di sostanziale stagnazione.
Il sorpasso di Ningbo-Zhoushan su Singapore e il crollo di Jebel Ali mostrano, da prospettive opposte, quanto velocemente possano cambiare gli equilibri.
Per gli operatori della logistica il messaggio è chiaro: la competitività delle supply chain dipenderà sempre più dalla capacità di essere flessibili, diversificare le alternative e reagire rapidamente a un contesto internazionale in continua evoluzione.

