Trento e Bolzano respingono l’ipotesi di un sistema di prenotazione per i mezzi pesanti: a rischio flessibilità operativa, competitività delle imprese e fluidità del traffico lungo uno dei principali corridoi europei.
L’ipotesi di introdurre un sistema di prenotazione a slot per il transito dei mezzi pesanti al Brennero continua a far discutere. A prendere una posizione netta sono le Camere di Commercio di Trento e Bolzano, che giudicano la proposta poco efficace e potenzialmente dannosa per il settore dell’autotrasporto e della logistica.
Secondo i due enti camerali, un meccanismo basato sulla prenotazione preventiva degli accessi rischierebbe di compromettere la flessibilità che caratterizza il trasporto merci su strada, aumentando al tempo stesso costi operativi, adempimenti burocratici e complessità organizzativa per le imprese.
Il dibattito si inserisce in una fase particolarmente importante per il futuro del traffico lungo l’asse del Brennero. Il recente parere dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, favorevole alla posizione italiana nella controversia con l’Austria sulle limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti, apre infatti la prospettiva di un possibile superamento delle restrizioni oggi in vigore in Tirolo, tra cui i divieti notturni, quelli settoriali e alcune limitazioni stagionali.
Proprio nell’ottica di individuare strumenti alternativi ai divieti è tornata sul tavolo la proposta di introdurre un sistema di slot tra Rosenheim e Trento. Una soluzione che, però, secondo le Camere di Commercio presenta numerose criticità.
“Un sistema di prenotazione limiterebbe notevolmente la flessibilità del traffico pesante sull’Autostrada del Brennero e comporterebbe un significativo aumento degli oneri burocratici e dei costi. Inoltre, una distribuzione equa degli slot non è di fatto possibile”, sottolineano Andrea De Zordo, presidente della Camera di Commercio di Trento, e Michl Ebner, presidente della Camera di Commercio di Bolzano.
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio l’assegnazione delle finestre di transito. Secondo gli enti camerali, le aziende di maggiori dimensioni potrebbero organizzarsi con maggiore facilità per ottenere gli slot disponibili, mentre le imprese di autotrasporto più piccole rischierebbero di essere penalizzate, non disponendo di personale dedicato alla gestione delle prenotazioni.
A questo si aggiunge il timore che possa svilupparsi un mercato secondario degli slot, con prenotazioni effettuate non per esigenze operative ma con finalità speculative, alterando ulteriormente l’equilibrio del sistema.
Le criticità non finiscono qui. Nel trasporto internazionale i ritardi rappresentano una variabile inevitabile: traffico, incidenti, cantieri o condizioni meteorologiche possono modificare in qualsiasi momento i tempi di percorrenza. In un sistema rigido basato su orari prestabiliti, perdere lo slot significherebbe dover attendere una nuova disponibilità, con inevitabili ripercussioni sulla viabilità e sull’organizzazione del lavoro.
“Nel trasporto merci con autocarri i ritardi sono inevitabili. Se un camion dovesse perdere lo slot assegnato, sorgerebbe il problema di dove sostare fino alla disponibilità del successivo, con il rischio concreto di generare ulteriori congestioni del traffico”, evidenziano Alberto Olivo e Alfred Aberer, segretari generali delle Camere di Commercio di Trento e Bolzano.
Per le Camere di Commercio, la vera sfida non è introdurre nuovi vincoli amministrativi, bensì rendere più efficiente l’intero sistema logistico del corridoio del Brennero. Il trasferimento di una quota crescente di merci dalla strada alla ferrovia rimane infatti condizionato dalla limitata capacità infrastrutturale, da criticità tecniche ancora irrisolte e da un quadro normativo che necessita di ulteriori interventi.
In quest’ottica, la priorità deve essere il completamento delle infrastrutture strategiche e il potenziamento della rete ferroviaria, anche in vista dell’entrata in esercizio della Galleria di Base del Brennero prevista nel 2032.
Per gli enti camerali, solo investimenti strutturali e una pianificazione di lungo periodo potranno garantire una mobilità delle merci più efficiente e sostenibile, evitando che strumenti come il sistema a slot si trasformino in un ulteriore ostacolo per un comparto che rappresenta uno snodo essenziale dell’economia italiana ed europea.

