Logistica e commercio internazionale: gli effetti delle tensioni in Medio Oriente iniziano a riflettersi sui traffici italiani

Secondo i dati diffusi da Fedespedi in occasione dell’Assemblea Pubblica per l’80° anniversario della Federazione, le tensioni geopolitiche che interessano il Medio Oriente stanno iniziando a produrre effetti tangibili anche sul sistema logistico italiano.

Nel primo trimestre del 2026 la movimentazione dei container nei porti italiani ha registrato una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il calo ha interessato in particolare alcuni importanti scali gateway del Mediterraneo centrale e orientale, mentre il traffico di transhipment nel Mediterraneo ha mostrato una maggiore capacità di tenuta.

Tra i porti italiani più penalizzati emerge Trieste, che ha registrato una contrazione significativa dei volumi containerizzati. Riduzioni sono state rilevate anche nei porti di Genova, Savona e Napoli.

In controtendenza, alcuni scali come La Spezia, Salerno e Venezia hanno evidenziato risultati positivi.

Il quadro italiano si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge l’intero Mediterraneo. Alcuni grandi hub di trasbordo, come Port Said e Algeciras, hanno continuato a crescere, mentre diversi porti del Mediterraneo centrale hanno registrato rallentamenti.

Parallelamente, la Turchia sta rafforzando il proprio ruolo logistico grazie alla capacità di offrire soluzioni alternative alle rotte maggiormente esposte alle criticità generate dalla situazione nell’area del Golfo Persico.

Anche il trasporto aereo merci mostra segnali di rallentamento. Nei primi tre mesi del 2026 gli aeroporti italiani hanno movimentato circa 279.500 tonnellate di merce, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2025.

Le flessioni hanno interessato in particolare gli scali di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.

Particolarmente interessante è il caso del porto di Trieste. Se da un lato i traffici containerizzati risultano in calo, dall’altro cresce il traffico Ro-Ro proveniente dalla Turchia, segnale che potrebbe riflettere la ricerca di corridoi logistici alternativi per aggirare le aree maggiormente esposte alle tensioni geopolitiche.

Lo scenario che si sta delineando evidenzia come la logistica internazionale stia attraversando una fase di profonda trasformazione. La capacità di adattare rapidamente le catene di approvvigionamento, individuare nuove direttrici commerciali e rafforzare le collaborazioni strategiche sarà un fattore sempre più determinante per la competitività delle imprese.

“In un contesto caratterizzato da continui cambiamenti geopolitici e logistici, monitorare l’evoluzione delle rotte commerciali e dei flussi di traffico diventa fondamentale per garantire ai clienti soluzioni di trasporto efficienti e affidabili. La nostra azienda segue costantemente queste dinamiche per supportare le imprese nelle loro attività di import-export.”

Fonte: elaborazione su dati e analisi presentati da Fedespedi – Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali, Assemblea Pubblica 2026.

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